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Per non sentirsi soli e la ricerca scientifica

Collaborazione e contributo della Fondazione IRET per un progetto comune di ricerca

La Fondazione intrattiene rapporti di collaborazione con le Società scientifiche, le Università e altri enti noprofit, e con le Associazioni di pazienti, unicamente se finalizzati a scopi di ricerca o ispirati alla divulgazione della conoscenza scientifica ed al miglioramento di quella professionale e tecnica e, in ogni caso, con organizzazioni di provata affidabilità e di levatura nazionale ed internazionale.

IRET è un ente di ricerca scientifica in campo biomedico, dedicata allo studio delle malattie degenerative del sistema nervoso centrale, quali sclerosi multipla, atassie, demenza di Alzheimer, demenze vascolari, malattia di Parkinson e dolore cronico.

IRET lavora per migliorare la qualità della vita dei malati attraverso un’attività di ricerca d’avanguardia. Nelle malattie neurodegenerative le terapie disponibili sono sintomatiche e in pochi casi capaci di modificare la storia naturale di malattia.

La ricerca è di primaria importanza: non può esservi prevenzione e cura senza conoscenza

La ricerca svolta e finanziata da IRET ha lo scopo di individuare strategie innovative per contrastare il progredire di queste malattie, ripararne i danni, individuare le cause per prevenire la loro insorgenza.

Il nome IRET indica il 32esimo decano egizio ovvero una delle 36 parti con cui gli egizi suddividevano la volta celeste. IRET significa “occhio”, in particolare “occhio della conoscenza”.

Prevenzione della patologia simil-Alzheimer nella sindrome di Down

La demenza di Alzheimer è una malattia devastante, che progressivamente porta a una completa perdita delle capacità cognitive. Non esistono attualmente cure, e la sequenza di eventi molecolari, cellulari e sistemici che portano alla manifestazione dei sintomi clinici non è chiara.

Conseguentemente, è difficile prospettare ipotesi per lo sviluppo di terapie causali, identificare fattori di rischio e strategie di prevenzione. Ma ci sono condizioni nella quali è pressoché certa la comparsa della patologia, come nella sindrome di Down. La triplicazione del cromosoma 21 porta infatti all’accumulo di proteine (fra le quali Amyloid Precursor Protein) che potrebbero avere un ruolo primario nello sviluppo della patologia.
La Fondazione IRET sta studiando strategie preventive lo sviluppo di patologia Alzheimer nella sindrome di Down, partendo da quanto noto sulle fasi precoci della malattia di Alzheimer, e dal possibile ruolo della triplicazione dei geni del cromosoma 21.

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