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Cibarsi

Necessità, piacere e rito

L’importanza del cibo come sostegno alla salute del corpo, ma non solo.

Cibo-sostegno

L’alimentazione è un aspetto della vita animale e vegetale ovviamente indispensabile e contemporaneamente cruciale.
Attraverso il metabolismo dei nutrienti l’alimentazione influenza ogni aspetto della vita biologica a tutti i livelli, sino a quelli più profondi.

Si usa parlare ora di “epigenetica” per indicare i meccanismi con cui l’ambiente, per esempio l’alimentazione, regolano anche l’espressione del patrimonio genetico.
Obesità, diabete, ipertensione, tumori, ecc… sono ricadute visibili dell’influenza nefasta di una cattiva alimentazione, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo.
Al contrario, una corretta (e piacevole) alimentazione associata ad altre componenti dello stile di vita (esempio attività fisica) migliorano l’aspettativa di vita.

Cibo-cervello

Il cervello è un “tipo” particolarmente prezioso rispetto ad altri organi.
Rappresenta il 2% del peso corporeo, ma il suo funzionamento richiede il 15% del sangue in circolo e dal 20% al 30% dell’energia a disposizione dell’organismo.

Il cervello poi non ha un sistema di riserva di energia, vuole quindi un rifornimento continuo “di roba fresca” tramite la circolazione.
È anche un tipo un po’ sospettoso , quindi si è creato una “barriera ematico-encefalica” per cercare di non entrare in contatto diretto con batteri o sostanze che possono danneggiarlo, tuttavia questa funzione non è sempre di completo successo, soprattutto se alcune sostanze sono in quantità eccessiva rispetto alla capacità del filtro.

Il cibo è, per il cervello (e per l’uomo che lo sa utilizzare al meglio), una fonte d’informazione sull’ambiente, di adattamento/apprendimento e di piacere.

Cibo-piacere

Il cibo può essere una fonte di gratificazione attraverso 2 meccanismi generali.
Uno risiede nella produzione di sostanze endogene, le endorfine, da parte di alcuni apparati o sistemi quali il cervello, l’apparato digerente e anche i muscoli giusto in associazione al processo di alimentazione e di digestione.
L’altro è nelle possibilità di rifornire il cervello di sostanze che o mimano l’effetto delle endorfine o sono le basi per consentire al cervello di produrre sia endorfine che altre sostanze (neurotrasmettitori),es.la dopamina che producono un effetto di soddisfazione-gratificazione.

Cibo-rito

Il rituale è un atto che unisce un significato simbolico ed un definito aspetto formale, la presenza di formule verbali è accessoria e da sola non configura mai un rituale.
È importante che il rituale sottolinei gli aspetti adattivi e nuovi del comportamento, aprendo una prospettiva di sviluppi positivi.

Queste premesse consentono di inquadrare i rituali non più solo come eventi particolari nella comunicazione (cerimonie), ma anche come parte del comportamento quotidiano nei diversi contesti sociali ed individuali.
È esperienza comune di come l’atto di alimentarsi possa assumere valenze rituali semplici o estremamente ricche e complesse non solo sul piano dei rapporti interpersonali umani, ma anche fra l’uomo ed entità metafisiche.

Delle modalità rituali che, con diverse sfumature, accomunano tutte le religioni sono quelle di offrire “cibo degli dei” od assumere cibi possano metterci in contatto o vicinanza con entità metafisiche o cibi che metaforicamente rappresentino la/le divinità.

Prof. Mirco Neri
Direttore della cattedra di Geriatria
Università di Modena e Reggio Emilia